Torna al blog
-
Indice rassegna
Titolo
Descrizione
<font face="Tahoma"><font size="4">DIGOS AL LAVORO SUGLI SCONTRI A ROMA.AD AREZZO IL PM NOMINA GLI ESPERTI PER LE PERIZIE BALISTICHE E TOPOGRAFICHE</font><br /> <br /> <strong><font size="5">«Perché l’agente è fuori e Sturiale no?»</font></strong><br /> <br /> <font size="4">L’avvocato Contucci: «Dicono che c’è pericolo di reiterazione del reato, ricorriamo al Tribunale della Libertà»</font><br /> <br /> <br /> <font size="1">di FRANCESCA SPAZIANI TESTA</font></font>
testo
<font face="Tahoma" size="2">Alla Procura di Arezzo è bastata meno di una settimana per ricostruire quanto avvenuto domenica scorsa nell’area di servizio Badia al Pino: la rissa, l’intervento della Polstrada, lo sparo dell’agente Spaccarotella che ha ucciso il giovane Gabriele Sandri. Ora, però, i tempi potrebbero allungarsi. Il pubblico ministero Giuseppe Ledda, titolare dell’inchiesta, nominerà oggi gli esperti che effettueranno la perizia balistica e quella topografica.<br /> E non mancheranno ulteriori accertamenti per ricostruire la traiettoria del proiettile. L’ultima parola spetterà comunque a Domenico Compagnini, perito balistico che si è già occupato della strage di Capaci e della morte di Calipari. Successivamente, il pm dovrà riascoltare tutte le persone coinvolte nella vicenda. Difficile, dunque, stabilire tempi certi per la chiusura delle indagini.<br /> Se si procedesse rapidamente si potrebbe arrivare a fissare l’udienza preliminare prima dell’estate. Altrimenti, se ne riparlerebbe in autunno. Il caso, comunque, continua a far discutere. Il sindacato nazionale delle Guardie Giurate chiede la rimozione dall’incarico del questore di Arezzo, reo di «aver rilasciato dichiarazioni false e tendenziose nel corso della conferenza stampa» che ha tenuto poche ore dopo la morte di Sandri. «Mentire sugli spari (due colpi esplosi in aria, ndr) è stato un gesto per nascondere la verità – si legge nel comunicato – Se sbagliano, i poliziotti devono pagare».<br /> Sul fronte romano, intanto, prosegue il lavoro della Digos per identificare i protagonisti dei disordini. In carcere, attualmente, ci sono quattro ragazzi. E su due di loro pesa anche l’aggravante del terrorismo. Quest’ultimo non è il caso di Lorenzo Sturiale, il romanista difeso da Contucci. Per lui, sabato, si sono mobilitati gli amici del "Pavone" e pure volti dello spettacolo, da Amendola a Rivera. Lorenzo, in ogni caso, resta in carcere, pur non essendo in buone condizioni di salute. Il motivo? Pericolo di reiterazione del reato. Così dice il gip. «È singolare che i magistrati godano di una discrezionalità così ampia – commenta Contucci – Perché nel caso dell’agente, accusato di omicidio volontario, non si teme la reiterazione e se ne parla invece quando si ha a che fare con una persona non appartenente alle forze dell’ordine, che deve peraltro rispondere di un reato infinitamente meno grave? Noi, comunque, ricorreremo al Tribunale della Libertà, che dovrebbe riesaminare il caso ai primi di dicembre».<br /> Se andrà bene, Sturiale uscirà dal carcere. In caso contrario, spiega Contucci, «deve solo sperare che il giudice cambi idea».</font>
Immagine('')
File ('')
Testo collegamento