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Indice rassegna
Titolo
Descrizione
<font face="Tahoma" color="#000000"><font size="4">OLIMPICO, DOPO L'APPELLO DEL PADRE ANCHE GLI ARTISTI SOSTENGONO STURIALE</font></font><font color="#000000"><strong><font face="Tahoma"><font size="4"><br /> </font></font></strong><strong><font face="Tahoma"><font size="4"><font size="5">Pool di amici per Lorenzo<br /> </font></font></font></strong><font face="Tahoma" size="4">Andrea Rivera, Francesco Di Giacomo, Barbara Livi in campo per il tifoso arrestato durante i raid "Noi lo conosciamo bene, siamo sicuri che lui non c'entra niente con gli scontri di domanica sera"</font></font><font style="BACKGROUND-COLOR: rgb(255,255,255)" color="#000000" size="4"><font face="Tahoma"><font style="BACKGROUND-COLOR: rgb(255,0,0)"></font></font></font>
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<font face="Tahoma" size="2">Lorenzo in carcere? Ci deve essere un errore, lui con quello che è successo domenica sera al Foro Italico non c’entra nulla».<br /> Non hanno dubbi Andrea Catarci, presidente dell’XI Municipio e Fabio, dell’associazione "Il Pavone". Loro, che conoscono bene Sturiale, sono pronte a giurare sull’innocenza di questo ragazzo di trent’anni, in carcere con l’accusa di aver partecipato agli scontri seguiti alla morte di Gabriele Sandri. Come loro la pensano anche personaggi noti che con Lorenzo hanno partecipato ad alcune manifestazioni a Rebibbia, in particolare quelle organizzate dall’associazione "Belli come il sole", di cui Sturiale è uno dei volti di punta. «Non riusciamo a credere a quello che è successo», ha detto il cantante Daniele Sinigallia, a cui hanno fatto eco Claudio Amendola, Francesco Di Giacomo del "Banco del Mutuo Soccorso", Andrea Rivera e Barbara Livi. Andrea Catarci e Fabio si stanno mobilitando per far sì che Lorenzo venga conosciuto «per quello che realmente è». Perché loro credono senza riserve all’innocenza di Sturiale e questa certezza gli viene da anni di frequentazione assidua: «Abbiamo organizzato talmente tante cose insieme che possiamo dire di conoscerlo bene. È un ragazzo esemplare, che fa del sociale una vera ragione di vita. Basti pensare che quando è andato in Africa ha vissuto in una favelas sorta dentro una discarica. E l’ha fatto per aiutare dei bambini, che adora». Secondo i due, i fatti di cui è accusato Sturiale non giustificano la permanenza in carcere: «Ci sono dei pregiudicati che stanno fuori per reati ben più gravi. Lorenzo è incensurato, ha diciassette punti in testa e non gli danno neanche i domiciliari. Tutto questo non è giusto». Catarci aveva anche pensato di organizzare una manifestazione per lui al Palladium, nel cuore della Garbatella, ma poi ha deciso di aspettare: «Preferiamo fare qualcosa con Lorenzo, non per Lorenzo. E quindi lo aspettiamo, convinti che presto le cose si chiariranno ed uscirà». Anche i molti personaggi noti che sono soliti partecipare alle manifestazioni organizzate da "Il pavone", non hanno voluto far mancare il loro apporto a Sturiale. «Non in nome di chissà quale amicizia, ma in nome di frequentazioni in luoghi e occasioni talmente particolari che ti mostrano le persone per come sono, senza filtri», dice il cantante Daniele Sinigallia. «È un ragazzo bravissimo - continua - e sono rimasto senza parole quando ho saputo». Dello stesso parere Amendola («Ha dei principi sanissimi») e l’attrice Barbara Livi. Per Francesco Di Giacomo, del "Banco del Mutuo Soccorso", quello che sta succedendo a Lorenzo «è un errore dato dalla particolare situazione che c’è in Italia dopo i fatti di Arezzo e dell’Olimpico. È un ragazzo encomiabile, che ama la sua squadra del cuore e basta. Per tutti i lavori che fa andrebbe solo lodato». Non usa giri di parole Andrea Rivera, 36 anni, attore e cantante: «In Italia c’è gente che sta fuori dal carcere e ha commesso crimini gravissimi. Quindi Lorenzo dovrebbe almeno stare a casa, soprattutto perché è ferito. È una persona talmente seria e impegnata che non credo si vada a rovinare per una cosa del genere. Per far capire che tipo è posso dire che la sua grande battaglia è quella per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei bimbi che fino a 3 anni sono costretti con le madri a vivere in carcere. Tante manifestazioni sono state proprio per raccogliere fondi da destinare ai bambini del nido di Rebibbia». </font>
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