Torna al blog
-
Indice rassegna
Titolo
Descrizione
<div style="MARGIN: auto 0cm"><font size="5"><font face="Tahoma"><strong>«Lorenzo non ha tirato quelle pietre»</strong><br /> <font size="4">Parla il padre di uno degli ultras arrestati domenica sera durante gli scontri dell’Olimpico «Mio figlio sta da sempre nelle battaglie sociali, ma non c’entra con gli assalti alle caserme»<br /> <br /> <font size="2">di MASSIMILIANO DI DIO</font></font></font> </font></div>
testo
<address>Massimiliano Di Dio </address> <div align="center"><hr align="center" width="100%" size="2" /> </div> <span style="FONT-SIZE: 12pt; COLOR: black">@BS:DIDIOMA@@«Lorenzo non è un violento». Luigi Sturiale è appena uscito dalla cella del carcere di Regina Coeli dove, da domenica notte, è detenuto suo figlio Lorenzo, il trentenne romanista arrestato insieme ad altri tre tifosi per le violenze compiute nella capitale. Una famiglia, la sua, da sempre impegnata nelle battaglie sociali. Così spiega: «<strong>Non escludo che sia andato lì a protestare, anche con urla e slogan, ma non ha mai lanciato alcun sasso. Lo tengono in carcere a causa del clima che si è prodotto domenica notte. Diversamente sarebbe già stato mandato a casa o almeno avrebbe avuto gli arresti domiciliari, proprio com’è accaduto in altre città</strong>». Come ha trovato Lorenzo? «Abbastanza tranquillo, è preoccupato più per noi genitori, nonostante le condizioni di isolamento imposte in una cella che divide con un rom e due romeni e i diciassette punti alla testa per le ferite». Cosa racconta di quella sera? «<strong>È uscito di casa poco prima delle 18 e poco tempo dopo era già stato portato in ospedale con alcune ferite alla testa. Era sconvolto per quanto accaduto a Gabriele. Conosceva soprattutto suo fratello e Gabbo era un amico anche se di fede sportiva diversa. Ha sentito sulla sua pelle quella violenza. In quella macchina sull’autostrada poteva esserci anche lui</strong>». Secondo l’accusa ha compiuto atti vandalici sotto la curva nord dell’Olimpico. «<strong>È accusato di aver lanciato alcuni sassi. Dicono di avergliene trovati due nella tasca del giubbotto. Allora perché non hanno preso anche quella mezza bandiera rossa che si trovava nella stessa tasca? Era ancora pulita e piegata, ci si può fare qualunque riscontro. E possono controllare anche se sui sassi ci sono le impronte di mio figlio. Invece resta in cella solo per il contesto di quella sera</strong>». Si spieghi meglio. «È il bisogno di giustizialismo che lo sta giudicando ma abbiamo fiducia nei magistrati. <strong>Ciò che gli è accaduto, mi ha detto Lorenzo, poteva succedergli ovunque. In una delle tante situazioni dove si poteva trovare per via degli ideali che ha dentro. Ne ha viste tante...</strong>». Cosa intende? «<strong>Si è sempre battuto Lorenzo. In tutte le attività che porta avanti da quando aveva 15 anni. Il suo impegno vicino agli sfrattati di Primavalle, accanto ai detenuti e ai bambini delle detenute costretti a vivere fino ai tre anni in carcere. E i tanti contatti che ha sempre avuto con i Paesi africani per aiutare le popolazioni ad emanciparsi</strong>».</span>
Immagine('')
File ('')
Testo collegamento