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<h3 class="titoloPrimaNotizia"><font face="Verdana">Disordini dopo la morte di Sandri: verso il giudizio immediato degli ultras, anche per terrorismo</font></h3>
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ROMA (22 gennaio) - La procura di Roma vuole accelerare i tempi sugli assalti a due caserme della polizia e gli scontri con le forze dell'ordine avvenuti l'11 novembre scorso dopo la morte, nell'autogrill di Badia del Pino (Arezzo), del tifoso laziale Gabriele Sandri e per questo chiederà il giudizio immediato per sette tifosi di Lazio e Roma. <br /> <br /> In particolare, i pm Pietro Saviotti e Caterina Caputo contesteranno l'aggravante del terrorismo a quattro dei sette indagati e ciò nonostante il tribunale del riesame, in sede di esame di due posizioni, abbia escluso tale circostanza. Sotto processo, dunque, finiranno Saverio Candamano, Emanuele Conti, Cristian Taglia, Claudio Gugliottti (i primi tre laziali, l'ultimo romanista, tutti accusati anche di terrorismo), Lorenzo Sturiale, Valerio Minotti e Massimo Mongale. Devono rispondere, a seconda delle posizioni, di devastazione, lancio di oggetti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. I primi quattro furono fermati per l'assalto al commissariato di via Guido Reni, gli ultimi tre per gli incidenti avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico.<br /> <br /> I pm Saviotti e Caputo, coordinati dal procuratore aggiunto Franco Ionta, hanno intanto impugnato in Cassazione l'ordinanza del tribunale del riesame che, nell'esame delle posizioni di Candamano e Gugliotti, ha escluso l'aggravante del terrorismo ritenendo che la popolazione del Flaminio, quartiere dove si trovano le caserme prese di mira dai teppisti, sia stata solo indirettamente danneggiata dagli attacchi sferrati dagli ultras. Secondo i due magistrati, con gli assalti alle caserme si è invece «tentato di condizionare i pubblici poteri dello Stato».
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