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Indice rassegna
Titolo
Descrizione
<font face="Tahoma"><font size="4">FORO ITALICO,PARLA IL GENITORE DI UNO DEI GIOVANI ARRESTATI: «HA SEMPRE FATTO TANTO VOLONTARIATO»<br /> </font><strong><font size="5">«Mio figlio Lorenzo è innocente»</font></strong><br /> <font size="4">Il papà di Sturiale: «Era alla Farnesina perché pensava si giocasse, non ha partecipato agli scontri»<br /> <br /> <font size="2">di CHIARA ZUCCHELLI</font></font></font>
testo
<font face="Tahoma" size="2">A parlare è Luigi Sturiale, papà di Lorenzo, arrestato domenica sera per gli incidenti del Foro Italico.<br /> Un padre che si sente in dovere di difendere suo figlio e che racconta una versione dei fatti diversa rispetto a quella fatta dagli inquirenti: «<strong>Domenica mio figlio era in casa con noi, nel quartiere Monte Mario. Appena arrivata la notizia della morte di Gabriele Sandri ne abbiamo parlato e Lorenzo era indignato, come tutti noi del resto</strong>». Verso le sei meno un quarto, il ragazzo decide di andare allo stadio, non sapendo ancora del rinvio della partita: «Arrivato davanti la Farnesina ha visto un gruppo di tifosi e si è avvicinato a loro per cercare di capire cosa stesse succedendo. Ma i disordini erano già iniziati, così Lorenzo si è ritrovato coinvolto in una carica della polizia». A quel punto Sturiale, sempre secondo il racconto del padre, è scappato per non rovarsi coinvolto ed è inciampato: «<strong>La polizia è riuscita a bloccarlo e l’ha malmenato. Gli hanno dovuto mettere diciassette punti di sutura in testa. Tutto questo nel giro di mezz’ora. Alle sei e mezzo Lorenzo era al Gemelli. Da lì è stato portato a Regina Coeli</strong>». La famiglia è stata avvertita dopo parecchio tempo: «Sì, ma non dagli agenti, quanto piuttosto dalla prontezza di Lorenzo che ha dato il numero ad una persona in ospedale che è riuscita a contattarci». Luigi Sturiale ha potuto incontrare suo figlio giovedì: «<strong>Mi ha guardato negli occhi giurandomi di non avere mai avuto in tasca i sassi, come invece hanno detto gli inquirenti. </strong>Adesso non è più in isolamento (terminato dopo l’interrogatorio del gip, ndr)ma ancora non è nelle celle comuni. Dicono che non c’è posto e quindi non ha neanche l’ora d’aria. Mio figlio sta in carcere per questo clima giustizialista che c’è in Italia dopo i fatti di domenica e lui si sente come uno giudicato dalla piazza. Fa volontariato da anni e fa parte dell’associazione "Il Pavone". È andato tantissime volte in Kenya ad aiutare i più deboli ed è giusto che si sappia. Così come è giusto che si sappia del suo amore per la Roma: un amore sincero, pulito che non c’entra niente con i fatti di domenica». Intanto, l’avvocato Francesco Romeo, difensore di Claudio Gugliotti, ha nominato un consulente, un medico specialista in malattie respiratorie che ha raccontato che il giovane, ricoverato in ospedale, presenterebbe ecchimosi su braccia, gambe e una in particolare al collo e una lesione tracheale che avrebbe determinato l’enfisema polmonare.</font>
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